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«Il cemento armato è il più bel sistema costruttivo che l’umanità abbia saputo trovare fino a oggi. Il fatto di poter creare pietre fuse, di qualunque forma, superiori alle naturali poiché capaci di resistere a tensione, ha in sé qualche cosa di magico. L’abitudine a fatti straordinari ha diminuito la nostra capacità all’entusiasmo, ma, certamente, il cemento armato meriterebbe di suscitarne ancora molto».1 Oggetto della ricerca sono le due aviorimesse militari progettate da Pier Luigi Nervi alla fine degli anni Trenta e realizzate, probabilmente dall’impresa dello stesso Nervi, nei primi anni Quaranta, all’interno dell’Idroscalo dello Stagnone a Marsala. Le aviorimesse di Pier Luigi Nervi a Marsala. Riconoscimento, acquisizione e restauro di un patrimonio storico e culturale. Si tratta della doppia realizzazione del progetto prototipo per Aviorimessa a Massimo Coefficiente Autarchico di 45 * 55 metri, realizzato anche all’interno degli aeroporti militari di Trapani Milo e Monte Corvino. Dal circoscritto ambito militare che ne ha gestito la fruizione per tutti i settanta anni di vita e dalle circostanze di urgenza ed emergenza per la prossimità degli eventi bellici in cui fu commissionato il prototipo e costruite le aviorimesse, dipende probabilmente l’oblio di cui progetto e realizzazioni sono stati vittima. Anonima per Costruzioni Nervi & Bartoli. Seguendo una ben precisa scelta culturale del regime fascista, l’uso del termine hangar venne precluso a favore del termine “autarchico” aviorimessa. Le due aviorimesse dello Stagnone di Marsala, l’interno dell’aviorimessa orientale.  Una differente sorte è stata riservata ad altre aviorimesse progettate e realizzate da Nervi, per le quali il regime fascista aveva favorito una cospicua propaganda. In particolare, delle note, ardite ed eccezionalmente eleganti strutture di Orvieto, Orbetello e Torre del Lago Puccini realizzate nel 1939, il progetto per Aviorimessa a Massimo Coefficiente Autarchico rappresenta una versione semplificata, dalle dimensioni dimezzate. La soluzione tecnico-costruttiva per la grande volta, che dei progetti rappresenta il fulcro, è la stessa, risultato del filone di ricerca che applica il metodo della prefabbricazione strutturale, definito, sperimentato e brevettato da Nervi. Il valore della ricerca risiede sostanzialmente nel riconoscimento dell’opera e del suo valore, nell’acquisizione del suo significato e nell’inserimento dei risultati in un più ampio sistema di riferimento. All’interno della storia dell’architettura del Novecento e, specificatamente, della storia della tecnica che dall’interno guida l’evolversi della prima, Nervi svolse un ruolo fondamentale. Accanto al dibattito teorico, che lo vide esporsi in prima persona in difesa della struttura in calcestruzzo armato, Nervi si impegnò assiduamente e con largo slancio pionieristico nella ricerca sperimentale, nella progettazione e, proprio attraverso le aviorimesse militari, ebbe la possibilità, eccezionalmente durante gli anni immediatamente precedenti la seconda guerra mondiale e nel corso della stessa, di costruire, di costruire con il calcestruzzo armato e di farlo in maniera totalmente svincolata dall’imposizione. Aviorimessa a Massimo Coefficiente Autarchico è il titolo sotto cui sono raccolte in fascicolo le tavole relative al progetto nel Fondo Pier Luigi Nervi del CSAC di Parma. L’aviorimessa fu demolita negli anni Settanta. Del progetto prototipo per Aviorimessa a Massimo Coefficiente Autarchico non esiste traccia negli scritti di e su Pier Luigi Nervi. Si tratta di quelle realizzazioni che il presente studio è riuscito ad individuare, non essendo mai stata riconosciuta prima la riconducibilità di tali strutture ad un unico progetto prototipo. Stabilimento della Società Anonima per Costruzioni Nervi & Bartoli, Magliana 1939 ca., prove di carico asimmetriche sull’arco reticolare ad elementi prefabbricati in calcestruzzo armato, (Fondo Nervi, CSAC Parma) aprioristica di questioni linguistiche. Nervi ebbe così l’occasione di mettere in pratica le esperienze personalmente conquistate in un ventennio di attività come progettista e costruttore e di concretizzare teorie e sperimentazioni di un’intera generazione di intellettuali e ricercatori. La teoria secondo cui i diversi percorsi sperimentali innescati dall’autarchia, intensificatisi negli ultimi anni del ventennio e in parte perseguiti durante il conflitto, rappresentino il presupposto indispensabile a quella continuità che, sotto diverse apparenze, connette il modernismo anteguerra e l’architettura della ricostruzione, trova nelle elaborazioni di questo studio un interessante punto di riflessione. Se lo sviluppo tecnico, che guidò la realizzazione di opere sofisticate in calcestruzzo armato nel dopoguerra, risulta di non immediata comprensione alla luce dell’apparente sospensione intellettuale o “ritardo cronico” che caratterizza la cultura architettonica italiana durante l’autarchia, questo trova una giustificazione d’essere nelle sperimentazioni che si sviluppano in sordina, quasi in clandestinità, crescendo proporzionatamente al rafforzamento dei divieti di costruire con i nuovi materiali e soprattutto trova nelle realizzazioni militari di Nervi un fondamentale banco di prova. La ricerca ha permesso di ricostruire le fasi di un lungo excursus progettuale intrapreso da Nervi sulle grandi coperture, attraverso una decina di progetti, elaborati nel decennio che precedette la guerra, sul tema dell’aviorimessa. Il progetto per un’Aviorimessa a Massimo Coefficiente  Autarchico si riconosce come passaggio fondamentale di tale percorso sperimentale. In esso da una parte si ritrovano gli elementi compositivi e tecnici, corretti e migliorati, che in germe avevano definito tutti i progetti che lo precedono e, dall’altra, la prefabbricazione strutturale trova la definizione necessaria ai progetti che lo seguiranno. Inoltre la guerra ha portato la distruzione di nove delle dodici aviorimesse documentate, progettate e realizzate da Nervi tra il 1935 e il secondo conflitto mondiale. Le tre ancora esistenti riguardano proprio il progetto prototipo che dunque, in quanto unico superstite, assume la responsabilità di documento storico di un’intera fase, di cui rappresenta la sintesi.



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