ISGRO' - Marsalapolis

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ISGRO'


Calogero Isgrò Lucchese
Su Isgrò, non si disponevano (perché andate smarrite) le date della nascita e della morte, ora le abbiamo. Calogero Isgrò Lucchese, (devoto a San Francesco di Paola) e munifico verso l’Ordine dei Padri Minimi, ha avuto intestata una pubblica via nel centro storico marsalese. Al suo tempo ebbe clamore perché riuscì a ottenere dalla monarchia spagnola in Sicilia, l’immunità fiscale per la città di Marsala. Il popolo cittadino apprezzò molto tale iniziativa e attribuì al nostro concittadino l’aureola di Santo. Tutt’ora infatti, sono in molti a chiamare la via Calogero Isgrò come via “San Calogero”. In seguito ad accurate ricerche, ho ottenuto di sapere la data di nascita, quella della sua morte e la località ove sono custodite le sue mortali spoglie.

CAVALIERE: CALOGERO ISGRO’ LUCCHESE
Nato a Marsala nel 1692 e morto il 24 maggio 1767 all’età di anni 75. Fu sepolto presso la chiesa di San Francesco di Paola in Piazza Santa Oliva in data 31 maggio 1767 a Palermo. Giurato di Marsala nel 1735, sostenne la causa delle franchigie della città ottenendo la riconferma del privilegio di esenzione fiscale per i cittadini della città con sentenza favorevole della Regia Corte nel 1756.
La casa di via Calogero Isgrò, già segnata col numero civico 13, la storia di Marsala ci dice che fu abitata dal benemerito Calogero Isgrò.
Il nostro Alagna Spanò scrive: "Gli Isgrò, antica famiglia, si rese benemerita per il nominato Calogero, giurato di Marsala, che sostenne la causa delle franchigie della città ed ottenne sentenza favorevole dalla Regia Corte nel 1756. La strada dove abitava prese il suo nome e il suo ritratto è tra i ricordi storici""'.
Riportiamo le parole di un'epigrafe murata in quella casa, dettata da Francesco Gambini, e andata dispersa fra le macerie dell'11 maggio 1943:

FU QUESTA LA CASA
DI CALOGERO ISGRÒ LUCCHESE
RARO ESEMPIO DEL PATRIZIATO
PERCHÉ IMMUNITA DEL MUNICIPIO
COL PROPRIO DENARO
VENDICAVA
ORA
LA PATRIA LIBERA E RICONOSCENTE
DECRETA
ONORE PERENNE DI RICORDANZA 1865

La via, però, non sempre è stata così denominata, prima ha avuto diverse denominazioni. Fino al 1865 venne denominata via Daidone e prima ancora via Civia, cognome di un'antica famiglia. Tra gli atti dell'archivio parrocchiale si riscontra che Antonio Civia nel 1767 lasciava un legato di tarì quindici per la festività di Santa Lucia"'.
All'inizio del 1700, quando venne abbandonata l'antica chiesa di S. Giuseppe e costruita quella nuova, in piazza Loggia o della Repubblica, la via venne denominata strada di S. Giuseppe l'antico.

Da: Vita di Monsignor fr. D. Giuseppe Gasch (Palermo, 1729, pag. 78 e seg.) Vita di monsignor fr. d. Giuseppe Gasch dell'Ordine de' Minimi di S. Francesco di Paola, arcivescovo della metropolitana chiesa di Palermo. Scritta da d. Antonino Mongitore
palermitano, canonico della stessa metropolitana chiesa ... - In Palermo : nella stamp. di Agostino Epiro, 1729. - [16], 207, [1] p., [1] c. di tav. : ritr. ; 4.
Riferimenti: G. Mira, II, 93; Narbone, I, 422. - Segn.: a-b4, A-2C4.





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